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Laghi

Laghi è comune montano del quadrante nord-occidentale della provincia, al confine con il Trentino. Da Arsiero, capoluogo della Valdastico, si imbocca la strada che supera la strettoia tra il Priaforà e il Cimone accedendo all’appartata valle del Posina. A Castana, pochi chilometri più a monte, si devia risalendo il corso del torrente Zara fino al capoluogo, che sorge a 550 metri di quota, a margine dei due specchi d’acqua che danno nome al comune.
Sullo sfondo della valle risaltano il monte Maio e il Cimone dei Laghi, due vette che sfiorano i 1500 metri. Nel nome delle contrade e delle famiglie che le abitano, come anche nella parlata locale, restano tracce della civiltà dei Cimbri, la popolazione di origine bavarese che nel Medioevo ha colonizzato le montagne tra l’Altopiano di Asiago e i Monti Lessini.

 

Rassegna stampa prodotti De.Co. di Laghi

 
Video - prodotti De.Co. di Laghi

Video della puntata del programma televisivo "da Nord a Nord" dedicata ai prodotti De.Co. di Laghi. Ospite della trasmissione Loredana Sella, ristoratrice a Laghi.

 
Gli ortaggi di Laghi

Laghi condivide con Posina un ambiente eccezionale per integrità. Alzando lo sguardo il paesaggio spazia dal fondovalle, dove si trovano distese coltivate tra siepi e boschetti, alle terrazze dei versanti, sorrette da muretti a secco, soprattutto intorno agli abitati; poi, oltre la fascia dei carpini e dei faggi, si aprono gli alpeggi con i pascoli e le malghe, con l’immancabile orto d’alta quota. I prodotti coltivati sono ancora oggi le patate, primo vanto della zona grazie a una celebrata offerta di gnocchi, e i fagioli, di pari rinomanza anche se oggi prodotti soprattutto per l’autoconsumo, con menzione aggiuntiva per un altro ortaggio di montagna, il cavolo cappuccio, che trova tradizionale sbocco nella preparazione dei crauti.

Una bella iniziativa, per incoraggiare la produzione, è quella del mercatino di Natale, che diventa occasione per vendere le eccedenze delle produzioni familiari.
A che cosa si deve la bontà degli ortaggi di Laghi? Alle varietà coltivate, certo, ma anche e soprattutto alle condizioni pedoclimatiche della valle. Nel caso dei fagioli è risaputo che questi legumi prediligono i terreni freschi e ben drenati, con basso tenore di argilla, dunque, ma anche di calcare, perché il fagiolo non risulti coriaceo, e una presenza di materia organica adeguata all’esuberanza delle piante.

Tutto ciò si verifica a Laghi e dintorni sia nelle terre ghiaiose dei fondovalle, di formazione glaciale, sia sulle terrazze dei versanti, colmate con lo stesso terriccio, da portare ad adeguata fertilità con una concimazione di letame maturo. Determinante è anche la costante ventilazione della valle, che limita naturalmente l’insorgere di muffe e analoghi problemi. D’altra parte l’umidità ambientale, elevata soprattutto di notte, si rivela preziosa alleata nel momento in cui basta per mantenere il terreno alla giusta freschezza evitando sia le sofferenza da siccità che eventuali eccessi nell’irrigazione.

Discorso analogo si può fare per la patata, che anzi la tradizione vuole consociata al fagiolo, con reciproco vantaggio. Detto questo delle pratiche aziendali, che si ripetono oggi tal quali al passato, si dovrebbe trovare fondata motivazione anche per l’eccellenza di sapore di questi ortaggi di montagna: la scienza arriverà prima o poi a quantificare chimicamente anche questi caratteri e ad attribuirne il merito a questo o a quel fattore pedoclimatico.