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Le trote di Altissimo e di Cresole
23 Settembre 2011
Notizie - Prodotti De.Co. di Altissimo

Vicenza è terra di acque. Da quelle montane raccolte dal bacino delle Piccole Dolomiti alle risorgive della zona di pianura. Acque conosciute anche a livello nazionale per le loro caratteristiche, basti pensare all'attività di imbottigliamento che si concentra fra Recoaro, Posina e Valli del Pasubio. E acque adatte all'allevamento delle trote, pesci che notoriamente vivono e crescono bene solo in acque particolarmente pure. Numerosi sono gli impianti di acquacoltura disseminati nel territorio, numerose le trote che ogni giorno vengono commercializzate, fresche o conservate mediante affumicatura, e numerose le ricette che vedono questo pesce come protagonista. Diverse sono le specie di trota presenti sul territorio italiano, se però parliamo di acquacoltura e quindi di allevamento, parliamo principalmente di trota Iridea (Oncorhynchus nykiss) e di trota Fario (Salmo trutta).

La trota è anche diventata bandiera dei prodotti tipici in due località della provincia di Vicenza: Altissimo e Cresole (Caldogno). Ad Altissimo la trota viene allevata nelle pure acque del torrente Chiampo, che viene fatto deviare con appositi sistemi all'interno delle vasche di allevamento. Molto restrittive sono le regole che gli allevatori di Altissimo si sono dati e che codificano tutti gli aspetti dell'allevamento: dalla dimensione e disposizione della vasche, passando per il numero massimo di esemplari presenti all'interno di ogni vasca. Anche l'alimentazione è severamente controllata: niente mangimi contenenti Organismi Geneticamente Modificati (OGM), dieta ricca di proteine e grassi grezzi per gli avannotti e tassi di crescita ben controllati per garantire la qualità delle carni al consumo.

Anche a Cresole la troticoltura vanta una lunga tradizione. A partire dal primo dopoguerra si pensò infatti di scavare delle peschiere da destinare all'ellavamento di trote sfruttando la ricchezza d'acqua del territorio e il grande lavoro del passato. Narra la storia che fu il conte Porto a metà del 1600 a tracciare, partendo dai numerosi affluenti del Bacchiglione, la roggia Menegatta allo scopo di alimentare le risaie, le quali, nei secoli successivi, furono oggetto di un progressivo abbandono a causa del prezzo di mercato poco remmunerativo. Il successivo utilizzo dell'acqua per l'allevamento delle trote fu dunque, un'ottima intuizione.

Nel tempo infatti le peschiere sono progressivamente aumentate, anche grazie alla presenza dei militari americani, grandi appassionati di pesca sportiva. "Cento e uno modi di di dire trota a Cresole" è il libro che lo chef Fiorenzo Cazzola ha dedicato a questo prodotto del nostro territorio. Protagonista indiscussa la trota alla cresolana, cotta alla griglia e arricchita e impreziosita da una panatura speciale composta da un trito di ben 9 erbe aromatiche diverse. Immancabile, anch! e per le trote del territorio vicentino, la loro celebrazione in festosi eventi pubblici. Si inizia ad aprile con la festa della trota di Cresole, per passare a giugno, con l'omonima manifestazione che invece si tiene in località Molino di altissimo.