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La Patata di Monte Faldo
Comuni De.Co. - Trissino

Trissino Trissino è comune posto all’imbocco della valle dell’Agno, segnalato dal campanile della chiesa Arcipretale e dallo scenografico complesso di villa Trissino. È uno dei complessi monumentali più suggestivi del Veneto. Sorge sulla collina che domina il paese, laddove si trovava il castello medievale, e comprende due costruzioni settecentesche, separate da scenografiche terrazze: la villa Superiore, maestosa, ancora oggi residenza dei conti Marzotto, e la Villa Inferiore, diroccata da un fulmine, adattata a rovina romantica. Tutt’intorno, il parco, di oltre 20 ettari, con 8 chilometri di sentieri, in alternanza di prati boscati all’inglese e di giardini formali all’italiana, popolato da decine di statue per lo più della celebre bottega dei Marinali. Il primo incarico, che comprendeva tanto la costruzione della villa Superiore quanto la sistemazione del giardino, fu affidato attorno alla metà del Settecento all'architetto Francesco Muttoni, che se ne occupò fino alla morte, quindi al veronese Gerolamo Dal Pozzo. Degno di nota è lo spazio a prato che si stende di fronte alla villa Superiore, delimitato da una sorta di recinto nel quale si aprono archi e nicchie: una sorta di salotto all'aperto, che per l’ottima acustica è utilizzato per concerti e manifestazioni teatrali. Tra le parti più suggestive del parco, la peschiera ottagonale circondata da statue in pose fantasiose. Nella parte alta del territorio comunale, la frazione di Selva, a 551 metri di quota.

 

Valdagno Gran parte dell'attuale sistemazione urbanistica della città risale al '700, nel periodo della Repubblica Veneta. Entrando in Valdagno, si possono notare numerosi edifici storici.L'ex Convento di S. Maria delle Grazie, antico complesso risalente al '500, fu per tre secoli, dal 1510 al 1810, centro propulsore di vita comunitaria. Conserva ancora per buona parte le sue linee architettoniche originali, mentre gli interni sono stati rimodernati ed adibiti ad altri usi. A pochi passi dal convento si trova Villa Valle, ora Centro Culturale Comunale "G. Marzotto", che ospita la Biblioteca Civica, e la Galleria Civica d'Arte Moderna. Villa Gajanigo Barbieri è una bella costruzione dalla facciata neoclassica, e fu progettata alla fine del '700 dall'architetto vicentino Carlo Barrera. Villa Zanuso, ora Fontanari, è un esempio di architettura della seconda metà dell'800.A poca distanza è situato Palazzo Festari, edificio del XVII secolo, caratterizzato da uno stile architettonico tipico settecentesco. Di fronte si può notare Palazzo Nanti, altro esempio di architettura seicentesca, presumibilmente progettato dall'architetto Carlo Borrella, mentre a fianco sorge Palazzo Comunale, progettato dall'architetto Luigi Saccardo.Si presenta come esempio di architettura del tardo '800. Altri palazzi sono Palazzo Pedoni, età seicentesca, Palazzo Dalle Ore, con caratteristiche architettoniche dal vago sapore veneziano, e l'ex Casa del Fascio.Completa la nostra vista lungo le vie della piazza valdagnese il monumento a Gaetano Marzotto (1820-1910), innalzato dalla cittadinanza in onore al noto pioniere dell'industria laniera.Un breve cenno meritano anche le chiese, tra le quali il Duomo di S. Clemente, eretto nel XVIII secolo su disegni degli architetti Giovanni Miazzi di Bassano e Luigi De Boni di Feltre. La navata unica presenta delle articolazioni che ospitano sei cappelle e le pareti sono ricoperte da ben 41dipinti ottocenteschi, quasi tutti opera di Lorenzo Rizzi da Udine.. Altre chiese più recenti si possono trovare dislocate nel centro e nelle varie frazioni del paese, tra le quali citiamo la parrocchia di S. Gaetano Thiene, S. Maria Madre della Chiesa, S. Paolo, Santissima Trinità, S. Maria del Carmine e S. Giuseppe delle Cappuccine.

 

Brogliano Il territorio del comune consiste in una stretta fascia che s’allunga dal corso del fiume Agno fino alla dorsale di spartiacque con la valle del Chiampo, disegnata dal monte Faldo (m 807) e dal monte Croce del Bosco (m 851). Il capoluogo si trova a fondovalle e ha nella chiesa romanica di S. Martino, oggi presso il cimitero, il monumento che rimanda alla sua fondazione altomedievale: è un edificio caratteristico per le massicce murature di pietra scura e il campanile inglobato in facciata, con tetto a capriate lignee e resti di affreschi giotteschi, che testimoniano del suo originario rango di pieve. La strada che sale verso i boschi tocca Quargnenta, frazione di una certa rilevanza fin dal Medioevo, quando risultava essere dotata di un castello e di una chiesa di dignità parrocchiale; l’abitato si trova a 483 metri di quota e segna visivamente l’ingresso nella fascia montana del comune, dove permangono attività agricole tradizionali.  

Nogarole Vicentino Il comune distende il suo territorio sul versante orientale della prima valle del Chiampo, a ridosso della linea di spartiacque con la valle dell’Agno che corre dal monte Faldo (m 807) al monte Croce del Bosco (m 851). L’abitato sorge a 562 metri di quota e venne aggregandosi nel Medioevo attorno alla chiesa dei Santi Simone e Giuda, all’epoca cappella della Pieve di Santa Maria di Chiampo, ricostruita nel Sei-Settecento. Più antica è invece la chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano, eretta nel Quattro-Cinquecento sul monte Castellaro, forse sul luogo dell’antico fortilizio che non ha lasciato altra traccia se non il nome del sito. La strada che da Chiampo sale a Nogarole e prosegue verso Selva di Trissino attraversa una campagna collinare molto suggestiva per alternanza di boschi e coltivi, attraversata dal torrente Restena e dai suoi affluenti, e punteggiata in modo singolare da capitelli votivi.    

Cornedo Comune della valle dell’Agno, con il capoluogo tangente alla strada che la risale verso Valdagno, sovrastato dal colle di San Sebastiano e dalla mole del monte Veraldo (m 597). Primo segno dell’antico rango comunale viene dalla chiesa parrocchiale, dalla caratteristica fronte porticata, con diverse statue in fregio; all’interno un bellissimo tabernacolo scolpito con i santi Giovanni Battista e Agostino a metà del Quattrocento dallo scultore locale Niccolò da Cornedo, e una pala d’altare con l’Immacolata Concezione tra i santi Pietro e Gaspare dipinta alla fine dello stesso secolo dal vicentino Giovanni Buonconsiglio. A ricordare il nome della famiglia dominante resta poi villa Trissino, della prima metà del Cinquecento, introdotta da una loggia porticata. Il settore orientale del territorio comunale sale verso il passo di Faedo, che segna il passaggio nella valle del Leogra, con le frazioni rurali di Cereda, Muzzolon e Montepulgo. Il settore orientale, nell’oltrefiume, risale invece le pendici del monte Faldo, con le contrade Caicchioli di Sotto e di Sopra in uno scenario d’intatta bellezza rurale.  

 

Patata del Monte Faldo Il monte Faldo è la cima d’avvio della dorsale lessinea che segna lo spartiacque tra le valli dell’Agno e del Chiampo: 807 metri di quota e ancora oggi una vegetazione boschiva che ha storico riscontro nel toponimo di Selva di Trissino. Laddove il terreno collinare è stato sgombrato per dar spazio all’agricoltura, il contesto si rivela ideale per l’orticoltura grazie alla natura del suolo, per lo più di origine vulcanica, dunque assai mineralizzato, e al clima, reso fresco dalle correnti che discendono dalle Piccole Dolomiti, con adeguata piovosità estiva. L’escursione termica tra notte e giorno, in particolare, favorisce da una parte la concentrazione dell’amido, elemento nobile della patata, ostacolando dall’altra l’accumulo d’acqua. La produzione è documentata fin dai primi dell’Ottocento e ancora oggi è affidata ad aziende a carattere familiare, che praticano un’attività di tipo tradizionale, con concimazioni naturali e ricorso alla rotazione delle colture per ottenere sempre il meglio dal terreno. Le varietà attualmente prodotte sono Bintje, Kennebec, Desirèe, Monalisa, Kurova e Vivaldi che nell’insieme coprono tutte le esigenze, dagli gnocchi, che richiedono tuberi a pasta farinosa, alle insalate, di caratteristiche opposte. La quantità prodotta ammonta a 1200 quintali annui, con un confortante incremento nelle annate più recenti. Questa, la produzione prevalente, che verrà commercializzata in pezzatura compresa tra i 4,5 e i 15 centimetri, entro sacchi etichettati con il logo della Denominazione Comunale. Poi c’è una vera e propria rarità: una patata dalla buccia nera e dalla polpa viola, che gli agronomi dell’Istituto di Genetica e Sperimentazione Agraria di Lonigo hanno definito una sorta di reperto archeologico. Diffusa secoli addietro nell’Europa Centro-Settentrionale, c’è da chiedersi come sia arrivata nelle valli vicentine, ma soprattutto per quali singolari circostanze sia passata di mano in mano fino ad oggi. Infine, la singolare produzione di patate dette ‘uvi de galo’, uova di gallo, con malizioso riferimento alla piccola pezzatura, ideali come contorno delle carni arrosto.  

 

PRODUTTORI del COMUNE DI TRISSINO:

MARCHELUZZO LUCA Trissino Via Munari 9 
PELLIZZARO ANGELO Trissino Via Colombari 3 imprenditore agricolo
CENZATO LUCA Trissino Via Colombari 18 imprenditore agricolo
PELLIZZARO DIEGO LUIGI Trissino Via Grumo, 6 imprenditore agricolo
CIELO MARCO Trissino Via Pianacattiva Alta 48/b imprenditore agricolo
PELLIZZARO STEFANO Trissino Via Selva 21 imprenditore agricolo
PELLIZZARO GIOVANNI E STANISLAO S.S. Trissino Via Colombari 3 imprenditore agricolo
COLOMBARO MARIA GABRIELLA Trissino Via Monte Faldo 41 imprenditore agricolo
COLOMBARO CLAUDIO CARLO Trissino Via Colombari 14 imprenditore agricolo
PELLIZZARO SERENO ANGELO Trissino Via Spagnoli 62 imprenditore agricolo
PELLIZZARO DIEGO Trissino Via Spagnoli 41 imprenditore agricolo
CULPO DAVIDE Trissino Via Grumo 31 imprenditore agricolo
PELLIZZARO FRANCESCO Trissino Via Monte Faldo 2 imprenditore agricolo
PELLIZZARO NATALINO E ANGELO di Pellizzaro Natalino Trissino Via Monte Faldo 12/b imprenditore agricolo
BRAIT PIERINA GIOVANNA Trissino via Marzotti 5 imprenditore agricolo
PELLIZZARO CLAUDIO Tissino Via Chiarelli 111
RISTORANTE COSTA DI COSTA MARCELLO, COSTANTE & C. SNC Trissino via Pellizzari 2
CRISTOFORI ANTONIO Caldogno Via Damiano Chiesa 16 - NEGOZIO
 

PRODUTTORI del COMUNE DI BROGLIANO:

- DANI LUCIANO sede azienda Via Grigolati n. 10  - 36070 BROGLIANO                    categoria  Imprenditore Agricolo
- BRUTTOMESSO DAMIANO sede azienda Via Menon 11 - 36070 BROGLIANO         categoria  Impreditore Agricolo a regime di esonero
- BATTISTIN FRANCO sede azienda Via Capitello - 36070 BROGLIANO                      categoria Impreditore Agricolo a regime di esonero
- RIGON VALTER PELLEGRINO sede azienda Via Cornelia 7 - 36070 BROGLIANO     categoria Imprenditore Agricolo
- CARLOTTO MICHELE sede azienda Vai G. Marconi 23 - 36070 BROGLIANO             categoria Commerciante al dettaglio
 
Gnocchi di Selva di Trissino
Sul versante meridionale dal monte Faldo, si trova Selva, località del comune di Trissino che già che le cronache medievali descrivono suddivisa in 36 poderi e che nel Cinquecento l’umanista Gian Giorgio Trissino decantava per via di un vino bianco ivi prodotto, detto Senese, sottolineando che papa Paolo III apprezzava riceverne regolare omaggio. Collocata sulla principale via d’accesso alla montagna, Selva si propone oggi come portabandiera delle sue produzioni tipiche, a partire dalla patata, che ha il suo momento d’oro nella Festa del Gnocco, a metà settembre, registrando fino a 25mila presenze. La ricetta per la preparazione degli gnocchi non ha particolari segreti e dunque la loro eccezionalità si deve tutta al prodotto locale: per quattro persone serve un chilo di patate, con l’accorgimento di sceglierle non solo di varietà più farinosa ma anche del raccolto meno recente, affinate da almeno sei mesi di riposo nei sacchi. Ingredienti complementari sono 250 grammi di farina bianca e un uovo, – tenendo presente che queste quantità vanno sempre regolate a occhio, sulla reale consistenza dell’impasto, – più quanto basta di noce moscata e sale. Le patate vanno lessate con la buccia, quindi pelate e passate ancora calde; raffreddata la polpa, si procede all’impasto e quindi alla formazione dei rotolini dai quali tagliare quei tocchetti che con un passaggio di forchetta o sul dorso di una grattugia prenderanno il tipico aspetto degli gnocchi. Poi è solo questione di una rapida bollitura, finché non vengono a galla, e di condimento, segnalando che alla Festa del Gnocco la lista è lunga: burro e salvia, pomodoro, ragù di carne, ragù d’anatra, ragù di cinghiale, funghi porcini, tartufo, quattro formaggi, radicchio e salsiccia, mascarpone e peperoni, amatriciana piccante.
DOVE TROVARE GLI GNOCCHI NEL COMUNE DI TRISSINO:
NINFA SNC Trissino P.zza Mazzini 17 - attività artigianale di gastronomia
PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA DI SELVA DI TRISSINO Trissino Selva di Trissino: somministrazione in occasione di feste e sagre
RISTORANTE COSTA DI COSTA MARCELLO, COSTANTE & C. SNC Trissino Via Pellizzari 2: pubblico esercizio

 

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