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Lungo week end di festa in onore dei prelibati «bisi»
Rassegna stampa - Prodotti De.Co. di Longare

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Grande rush finale a Lumignano per la tradizionale sagra dei bisi edizione 2012. Lo scorso fine settimana ha dato il via ai festeggiamenti registrando una straordinaria partecipazione di pubblico. Il profumo e il sapore dei piselli doc protagonisti di tante ricette hanno fatto da filo conduttore della festa che prosegue questo fine settimana "lungo", il gran finale infatti è previsto per lunedì 21.

La tradizionale festa dunque è totalmente dedicata ai «bisi», prodotto locale apprezzato ormai ben oltre i confini di Lumignano ma proprio qui ha la sua culla storica e produttiva .

Durante i giorni di sagra chiunque avrà la possibilità di acquistare questa primizia tipica esclusivamente del territorio di Lumignano. Qui la coltivazione risale all´opera dei Benedettini che intorno all´anno Mille, plasmando ed adattando la morfologia del terreno tramite terrazzamenti, ottennero un prodotto di qualità che divenne nei secoli lustro e patrimonio del borgo ai piedi dei Colli Berici.

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Tutti alla festa dei "Bisi"!
Rassegna stampa - Prodotti De.Co. di Longare

Lumignano si tinge di verde con la tradizionale festa dedicata ai «bisi», prodotto locale doc, pronta a partire questa sera. Due lunghi week end pensati per diffondere questa pregiata coltura e conoscerne le virtù attraverso ricette prelibate.

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Durante le giornate di sagra, oggi, domani e domenica e l´intero prossimo fine settimana lunedì incluso, funzionerà un grandioso stand gastronomico dove si potranno gustare in particolare risi e bisi, lasagne coi bisi, coessin coi bisi, arrosto coi bisi, tenerella coi bisi e tante altre ricette tipiche da sagra veneta, con ampio spazio a prosecco, vini Doc dei Colli Berici, birra alla spina, cocktails analcolici e shottini. Il tutto al coperto e sotto le stelle una favolosa pista in acciaio da 240 metri per il ballo. Vicino allo stand gastronomico si potranno acquistare i gustosissimi «BISI», direttamente dai produttori di Lumignano. Chiunque avrà la possibilità di acquistare questa primizia tipica esclusivamente del territorio di Lumignano. Qui la coltivazione risale all´opera dei Benedettini che intorno all´anno Mille, plasmando ed adattando la morfologia del terreno tramite terrazzamenti, ottennero un prodotto di qualità che divenne nei secoli lustro e patrimonio del borgo ai piedi dei Colli Berici. La qualità dei Bisi di Lumignano è ancora oggi riconosciuta tanto che,per ragioni commerciali, vengono spacciati come tali piselli che non hanno nulla a che fare con le produzioni all´ombra del campanile di san Maiolo. La Commissione De.Co. di Longare ha recentemente adottato il disciplinare per la produzione e la vendita dei Bisi di Lumignano De.Co. Il documento, redatto con la collaborazione degli stessi produttori di piselli, si prefi gge di tutelare i coltivatori ed i consumatori di questo prodotto veramente locale simbolo della produzione agroalimentare tradizionale.

Fonte Il Giornale di Vicenza, 11 maggio 2012

 
Lumignano porta in tavola i bisi
Rassegna stampa - Prodotti De.Co. di Longare

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Due interi fine settimana dedicati ai sapori e alla tradizione, che avranno come protagonisti assoluti i “bisi” di Lumignano. È quello che ci attende dal 13 al 15 e poi dal 20-23 maggio, per iniziativa della Pro Loco di Lumignano di Longare.
La “Sagra dei bisi” rientra negli appuntamenti gustosi di questa tarda primavera e offre a tutti la possibilità di deliziarsi con uno dei prodotti tipici che questa terra offre in questo particolare periodo dell'anno.
I piselli di Lumignano vengono coltivati nella fascia che si estende da Lumignano a Castegnero, Nanto e Mossano.
Si tratta di una produzione prettamente locale e di scarsa quantità, ma particolarmente rinomata, tanto da essere assorbita quasi totalmente dai ristoratori della zona, che li presentano in succulente ricette tradizionali: in particolare le tajadele coi risi, oppure il più classico “Risi e bisi”.
Chi, dopo averli apprezzati alla sagra, volesse acquistare i bisi, può rivolgersi direttamente ai produttori, oppure agli agriturismi, ma anche a qualche negozio ortofrutticolo della zona con prodotti di nicchia.

IL GIORNALE DI VICENZA

 
I piselli di Lumignano
Rassegna stampa - Prodotti De.Co. di Longare

IL GIORNALE DI VICENZA

Giovedì 21 Maggio 2009

I Piselli di Lumignano

La coltivazione dei piselli fu introdotta dai frati Benedettini, che intorno all'anno Mille iniziarono a bonificare i terreni ai piedi dei colli Berici ed Euganei, aree soleggiate e capaci di trattenere il calore che si riveleranno ideali per la produzione di questo legume, consentendo inoltre una maturazione estremamente precoce rispetto alle coltivazioni di pianura, peculiarità e antico orgoglio di Lumignano.
La maestria dei coltivatori nel selezionare un prodotto di sempre maggiore qualità completò il quadro, rendendo i Bisi de Lumignan ricercatissimi anche dal mercato più esigente.
Nell'eterogeneità della coltivazione spuntano Verdoni e Bianchini, caratterizzati da piantine nane, che resistono meglio al clima arido e non richiedono la posa di tutori per la crescita.
Ma il vero vanto di Lumignano fu in passato la varietà Palladio, selezionata nel dopoguerra dall'Istituto di Genetica di Lonigo a partire dal Piccolo Provenzale e dotata di elevata produzione, precocità, resistenza al freddo e capacità di adattamento in collina e pianura, nonché di estrema finezza, sapore e tenerezza.
Un perfetto incontro di tutte le caratteristiche richieste ai Piselli di Lumignano.
La produzione dell'epoca veniva stimata attorn o ai 30 mila quintali, ma il boom economico e il conseguente abbandono delle campagne, sommato alla concomitante invasione di varietà di piselli straniere, portarono alla scomparsa del Palladio e ad un calo drastico nel raccolto, che oggi varia dai 3 ai 7 mila quintali.
Ora i Piselli di Lumignano sono una specialità gastronomica tutelata dalla De.Co. (Denominazione Comunale) ricercata ma difficile da reperire al di fuori della ridotta zona di produzione, oltre al paese dal quale prendono il nome vengono coltivati lungo tutta la fascia dei colli Berici, ma si tratta in ogni caso di produzioni artigianali e quindi di rid! otte dimensioni.
Si possono tuttavia gustare durante la Sagra dei Bisi, che si tiene a Lumignano tradizionalmente la terza domenica di maggio, dove vengono impiegati per preparare le Tajadele coi Bisi, i famosi Risi e Bisi e la loro variante berica, ovvero Risi, Bisi e Oca, dove alla storica minestra vengono aggiunti del brodo e dei pezzetti di carne d'oca, una prelibatezza da non perdere.

 
Piselli, con le fettuccine o con i “risi” e il foie gras
Rassegna stampa - Prodotti De.Co. di Longare

IL GIORNALE DI VICENZA


Sabato 16 Maggio 2009


IL PRODOTTO TIPICO. QUELLI DI LUMIGNANO, PARTICOLARMENTE DOLCI E TENERI, SONO UNA PRIMIZIA DI STAGIONE

Piselli, con le fettuccine o con i “risi” e il foie gras

E ora sono valorizzati con l’attribuzione della “Denominazione Comunale”

“La qualità dei piselli quest’anno è davvero alta”. Parola di Daniele Capraro, coltivatore di piselli a Lumignano insieme ai fratelli Giuseppe e Francesco. Peccato però che le abbondanti piogge, cadute oltre tutto in tempi sbagliati, abbiamo ridotto del 30-40% la produzione. “Il raccolto sarà di circa 30 quintali - continua Capraro - e non sappiamo come far fronte alla grande e continua richiesta che ci arriva da ristoratori, fruttivendoli, privati”. I bisi di Lumignano, che da quindici giorni appena hanno ricevuto il riconoscimento De.Co., sono famosi e ricercati per la loro dolcezza e precocità, contendendo ai “cugini” di Borso del Grappa l’onore di apparire un tempo sulla tavola del Doge in occasione della festa di San Marco, il 25 aprile. La tradizione di questo ortaggio si perde nel Medioevo, quando attorno all’anno Mille dei monaci benedettini si insediarono a Lumignano nell’Eremo di San Cassiano. Non a caso la tradizionale “Sagra dei bisi” nacque come festa patronale in onore di san Maiolo, abate dell’abbazia di Cluny dal 954 al 994. Di questi particolari piselli che, come dice Daniele Capraro, “sono gemme di primavera”, il punto di riferimento è la varietà “Piccolo Provenzale” dalla quale poi si dipartono tutti gli altri ceppi. Come quella “Espresso Gustosa” o la “Principe Umberto” e la “Serpentino”, che compongono la maggior parte delle coltivazioni lumignanesi.
Roberto Berno, titolare della trattoria “Al Sole” di Castegnero e presidente dell’associazione “Le Buone Tavole dei Berici” sostiene la cucina di tradizione: “I “risi e bisi” valorizzano i piselli in questo risotto molto all’onda, direi quasi una minestra un po’ asciutta”. Vi aggiunge una scaloppa di foie gras,! appena scottata. “Le fettuccine, rigorosamente fatte in casa - ricorda Berno - vengono condite da un intingolo dove piselli, scalogno e un po’ di olio e burro, vengono tutti messi a freddo, per garantire una migliore resa della materia prima la cui dote maggiore dev’essere la freschezza.”

 

 
A Lumignano s’imbandisce la Sagra dei bisi
Rassegna stampa - Prodotti De.Co. di Longare

IL GIORNALE DI VICENZA di Venerdì 15 Maggio 2009

LONGARE. Da domani fino al 25 maggio

A Lumignano s’imbandisce la Sagra dei bisi

A causa del cattivo tempo la produzione è scarsa

Inizia oggi e terminerà il 25 maggio a Lumignano, frazione di Lonigo, la tradizionalissima “sagra dei bisi”.
La festa comunitaria più importante del piccolo centro sui Berici ovunque conosciuto ancora come “il paese dei bisi” visto il prestigio e la risonanza di un prodotto che un tempo arrivava fin sulle tavole dei dogi della Serenissima.
I piselli di Lumignano oramai non sono più coltivati in modo intensivo come un tempo quando il raccolto riusciva a sistemare i bilanci familiari delle famiglie del paese. Ora è solo un pregiato prodotto di nicchia che finalmente quest’anno otterrà la Docu, il marchio della denominazione comunale e prossimamente verrà commercializzato con apposite confezioni che contraddistingueranno così i tipici piselli di Lumignano.
Purtroppo la stagione 2009 non sarà ricordata come una di quella annate di vacche grasse. A causa del cattivo tempo con le intense piogge invernali, le piante dei piselli, che per tradizione vengono seminati nei primi giorni di dicembre, non hanno potuto radicarsi bene e irrobustirsi.
Pertanto, c’è una sorta di produzione a macchia di leopardo, di livello normale in alcune zone del paese, e molto più scarsa in altre.
Che non sarà una stag ione piena, lo conferma Beppino Capraro, per tradizione il produttore di riferimento anche per gli atri coltivatori del paese, ormai non più di una decina. Tuttavia, se la resa per campo è un po’ ridotta quest’anno, e con un stagione già avanti di almeno una decina di giorni rispetto alla norma, dato che seppur in misura un po’ ridotta, negli ultimi anni si è ripreso la coltura del pisello su un piano più esteso, la necessaria produzione per alimentare la sagra con il suo imponente stand gastronomico e il circuito della ristorazione dell’area berica, è comunque garantita.
La sagr! a che inizia oggi con lo stand gastronomico, le serate musicali, le mostre d’arte e di beneficenza, le prove di scalata del gruppo “El sasso” sulla palestra di roccia, sarà articolata in due lunghi week end e si concluderà lunedì 25 con la 32^ edizione della corsa podistica “El giro de Lumignan”.