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Rotzo in festa per la patata
Rassegna stampa - Prodotti De.Co. di Rotzo

Dal 2 al 4 settembre Rotzo ospita la 35^ Festa della patata, il prodotto simbolo di questo territorio che ha un solo grande limite: i pochi coltivatori rimasti non riescono a soddisfare il mercato, sempre più attratto dalle produzioni di nicchia.

 

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La Festa della Patata diventa così un'occasione per andare a prenderla là dove viene prodotta, oltre che per gustare la tradizionale polenta “considera", a base di patate, arricchita con burro e un pizzico di cannella, da accompagnare al formaggio mezzano e alla sopressa.
Si inizia venerdì con l'apertura dello stand gastronomico che offrirà un trionfo di prodotti locali: tosella, polenta considera, sopressa e dalle 22.30 Musica live con i gruppi “Voodoo Tongue” e “The beat all” e alle 24 Happy Hour.


Sabato tocca al Gnocchi Party e dalle 22.30 Musica live con “Nuovo fronte del ...Vasco” e a seguire “Starfucker”. Domenica si potrà visitare la mostra fotografica “Rotzo ieri...e oggi” e dalle 15 Fiestamania con balli di gruppo latino americano, revival ed intrattenimento dal vivo, alle 19 Happy Spritz e serata danzante con Elvira & Mister.

 
Le patate di Rotzo
Rassegna stampa - Prodotti De.Co. di Rotzo

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Patata super star. Valorizzarla diventa una sfida
Rassegna stampa - Prodotti De.Co. di Rotzo

IL GIORNALE DI VICENZA

Domenica 28 Ottobre 2007

Patata super star. Valorizzarla diventa una sfida


La patata non solo come risorsa alimentare ma anche vantaggio economico per le famiglie. É stato il perno della tavola rotonda “La Patata di Rotzo: esempio di economia sostenibile per la montagna" svoltasi ieri mattina nella sala consigliare di Rotzo. L'incontro, organizzato con la Camera di Commercio, Provincia, Comunità Montana, l'Accademia Italiana della Cucina, i Sapori del Palladio e Vicenza É, ha messo attorno ad un tavolo i massimi esperti provinciali nella valorizzazione della produzione agroalimentare di nicchia, coordinati dal professor Raffaele Cavalli, preside della Facoltà di Agraria dell'Università di Padova.
«Gli oltre 3.500 quintali di patate prodotti a Rotzo portano nelle tasche dei residenti oltre 250.000 euro - ha spiegato Matteo Dal Pozzo, sindaco di Rotzo e produttore di patate - Un supplemento di reddito che aiuta le famiglie a rimanere in paese. La coltivazione è ormai radicata, ora bisogna trovare i modi per la sua valorizzazione. Due i punti cruciali: la creazione di un bacino idrico per garantire l'irrigazione dei campi e la ricerca di coltivazioni alternative per la rotazione dei terreni contro il deperimento del suolo».
«La strada del prodotto biologico, senza concimazione chimica e con parsimonia di antiparassitari è quella da percorrere perché non sempre per il prodotto di nicchia si deve pensare ad aumentare la produzione, piuttosto bisogna garantirne la qualità», ha commentato Dino Menarin, presidente della Camera di Commercio».
«L'implementazione di colture alternative non è una difficoltà, la storia altopianese dimostra che qui una volta si coltivano molti tipi di cereali, il problema è semmai legato a infrastrutture, acqua e meccanizzazione, perché anche queste colture possano avere successo», ha detto Maurizio Bressan, direttore dell'Istituto Strampelli. «La soluzione è sicuramente la denominazione comunale, i De. Co., perché la quantità prodotta è troppo poca per una Dop - ha detto Vladimiro Riva, amministratore di Vicenza È -. Prima di produrre però bisogna sapere già come vendere il prodotto, è questa la vera sfida». G.R.

 
La patata mette il bollino
Rassegna stampa - Prodotti De.Co. di Rotzo

IL GIORNALE DI VICENZA

 

Venerdì 5 Marzo 2004

 

La patata mette il bollino

 

Le patate di Rotzo si avviano a diventare ancora più preziose. Il Comune, con una delibera consiliare del 27 febbraio, ha deciso di adottare per il prestigioso tubero la De.c.o., denominazione comunale di origine, approvando a tal fine un apposito regolamento.

Questo marchio, lanciato qualche anno fa dal famoso enogastronomo Luigi Veronelli e al quale aveva aderito anche l’Anci, associazione nazionale dei comuni italiani, lega in modo ancora più stretto il prodotto al territorio in cui viene coltivato, garantendone la qualità e la tracciabilità, e impegna il Comune a valorizzarlo.

Sono molti i paesi italiani, anche del Vicentino, che hanno adottato questo strumento, soprattutto per tutelare prodotti tipici che non hanno ancora ricevuto una delle certificazioni tra quelle più conosciute, come la denominazione di origine protetta o l'indicazione geografica tipica.
Lo stesso Veronelli, una vol ta saputo che anche Rotzo stava per prendere questa decisione, ha comunicato per iscritto al sindaco Edoardo Sartori il suo compiacimento, venato di una personale preoccupazione che però sa di buon augurio: «Se Rotzo darà la De.c.o. alle sue patate - si legge nella lettera - mi sarà più difficile trovarle. In ogni paese che ha dato ai suoi prodotti la De.c.o. si è verificata una richiesta eccezionale».
Il regolamento approvato in consiglio a Rotzo, composto di dodici articoli, non cita espressamente alcuna coltura specifica, mantenendo aperta per il futuro la possibilità di applicare evetualmente il marchio anche ad altri prodotti; ma senza dubbio il primo a essere iscritto nel registro De.c.o. del Comune sarà la patata.
L’ente comunale si impegna ad assumere le iniziative idonee a sostenere non solo il prodotto agro-alimentare, ma anche tutto ciò che ci gira intorno: sagre e manifestazioni, confezionamento, ricerca storica e indagini conoscitive sul prodotto stesso.
D’altro canto la frequentatissima Festa della Patata che si svolge la prima domenica di settembre e le numerose pubblicazioni dedicate a questa prelibatezza della famiglia delle solanacee, hanno fatto già da battistrada a ulteriori forme di promozione. Il Comune si farà carico altresì di perorare, per i prodotti in questione, le richieste di riconoscimento di altre forme di certificazione (dop, doc, ecc.). In attesa del raccolto di questa estate, e con la speranza che basti a soddisfare le richieste.