Bolzano VicentinoIl territorio comunale è letteralmente diviso in due dal corso del Tesina, che nasce poco distante, in territorio di Sandrigo, ed è già un fiume bell’e fatto quando sfiora Bolzano Vicentino. Questo apparente miracolo si deve alla straordinaria ricchezza delle risorgive che punteggiano questa fascia di pianura, riportando alla luce le acque meteoriche penetrate nel sottosuolo ghiaioso al piede delle montagne.

È questa ricchezza d’acque a favorire l’insediamento umano fin da tempi remoti, anche se per avere i primi riscontri documentali occorre aspettare l’età romana e in particolare il 148 avanti Cristo con l’apertura della Via Postumia, che collega Verona ad Aquileia, sul mare Adriatico. Queste sono le circostanze che inducono a riferire il primo nome attestato, Bauzanum, al possidente romano, tale Bautius, verosimilmente responsabile della prima opera di bonifica e centuriazione delle terre. Dopo il crollo dell’Impero e l’abbandono dei secoli bui è sempre l’acqua a sollecitare la precoce rinascita del territorio, grazie ai monaci del convento vicentino di San Felice, che lo bonificano ponendo anche le basi del suo primo sviluppo industriale, grazie all’energia idraulica, per muovere prima le pale dei mulini e poi i meccanismi delle manifatture. Sono questi i secoli in cui si affermano le colture foraggere e la caseria, che trovano riscontro ancora oggi nell’ameno paesaggio dei prati stabili, disegnati da siepi e alberate, e nella produzione del formaggio da serbo destinato a chiamarsi grana. Il benessere dell’età più vicina, sotto l’egida della Repubblica di Venezia, risalta in modo singolare dalle pagine di un’opera universale, «I Quattro Libri dell’Architettura» di Andrea Palladio, che tramanda l’immagine maestosa della villa commissionata nel 1563 dai Valmarana di Lisiera. Dopo l’Unità d’Italia Bolzano Vicentino s’è dotato della ferrovia, di nuove strade e in tempi recenti persino uno svincolo autostradale, che stanno richiamando molte attività lungo la Postumia, ma fortunatamente basta staccarsene di poco per riscoprire l’antica bellezza delle campagne del Tesina.

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Il Marsòn

Uno degli abitanti meno appariscenti corsi d’acqua di risorgiva che segnano l’alta pianura vicentina è il ‘marson’, un piccolo pesce di fondo dalle abitudini notturne che sui trattati di ittiologia compare sotto il nome di scazzone (Cottus gobio). Il ‘marson’ appartiene alla famiglia dei ghiozzi e dunque è lontano parente dello scorfano, ben più noto pesce di scoglio, protagonista di brodetti alla marinara.

Le dimensioni sono modeste, non oltre i 10 centimetri di lunghezza, ma come lo scorfano ha una testa smisurata rispetto al corpo, donde il modo di dire veneto “te ghe la testa d’un marson” per apostrofare una persona ostinata o lenta d’intelletto. Altra caratteristica è la mancanza di vescica natatoria, l’organo che permette ai pesci di regolare il proprio galleggiamento, ragion per cui il ‘marson’ vive sul fondo ghiaioso, al quale s’adatta con notevole mimetismo, e non nuota propriamente ma piuttosto avanza a scatti...

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L'avannotto di Bolzano Vicentino

Scrive il Candiago, nei suoi «Itinerari Gastronomici Vicentini»: «Tesina: corso d’acqua in cui si pescano le trote fario e iridea»; le prime, indigene dei corsi d’acqua sorgiva; le seconde, allevate per il consumo e la pesca sportiva. Ma non solo, perché a proposito del suo affluente Tergola, che nasce proprio in territorio di Bolzano, aggiunge: “corso d’acqua in cui in cui, oltre alle trote, vi si pescano le carpe, le tinche, i lucci e le anguille.”

Questa, dunque, era la felicissima situazione nei primi anni Sessanta, quando varie trattorie, – «Dalla Rosetta, Dalla Silvia», «Da Grego» – erano rinomate per “i marsoni che si servono con la polenta”, ovvero certi saporitissimi pescetti di risorgiva di cui si faceva frittura. Questi ghiozzi di fiume, più propriamente chiamati scazzoni (Cottus gobius), sono oggi rarefatti e si stanno sperimentando metodi d’allevamento sia per rinforzarne i contingenti naturali sia nella prospettiva...

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"Dalle rogge ai fontanili. Viaggio attraverso la Terra di Risorgiva tra Bolzano Vicentino e Bressanvido"  Geo & GEO del 14 febbraio 2013

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