CaldognoCaldogno è comune della prima fascia rurale a nord di Vicenza, con il capoluogo poco discosto dalla statale del Pasubio e due frazioni rurali, Crèsole e Rettorgole. Un tranquillo paese di campagna, se non fosse per la villa che Andrea Palladio costruì nel 1542 per Losco Caldogno, nobile vicentino affermatosi nel commercio della seta : un’opera giovanile, lineare, con vano centrale passante e ambienti laterali, la cui semplicità, viene però stemperata dalla decorazione ad affresco del 1570, per mano del Fasolo e dello Zelotti , con belle scene conviviali d’atmosfera rinascimentale. 

D’antica bellezza è anche lo scenario naturale del comune che ricade nella cosiddetta fascia delle risorgive, altrimenti dette ‘fontanassi’, affioramenti d’acqua che si verificano nel punto in cui la falda freatica interseca il piano di campagna, ovvero dove le acque dei torrenti montani, penetrate nel sottosuolo ghiaioso dell’alta pianura, incontrano gli strati argillosi di quella bassa e tornano alla luce. Le risorgive hanno la loro prima manifestazione nelle polle (‘boj’ o ‘boje’), dove l’acqua sgorga tumultuosa, poi defluiscono per mezzo di sinuosi ruscelli (‘gàtoli’) fino a raggiungere fossi e rogge, attraverso i quali l’acqua viene convogliata al fiume. L’ambiente formato da questi specchi d’acqua a temperatura costante, 15-16 gradi in ogni momento dell’anno, è molto particolare per via della vegetazione sommersa, che resta lussureggiante anche d’inverno, quando la campagna tutt’intorno è gelata. Tipici abitanti di queste acque sono la trota di torrente e il ghiozzo di fiume, meglio noto come ‘marsone’, con una nota di nostalgia per l’ormai raro gambero di fiume. Un ambiente, quello della risorgiva, prezioso e delicato, che non solo va mantenuto, come hanno fatto per secoli gli abitanti del luogo, ma anche protetto dall’inquinamento e dall’avanzare del cemento.

Prodotti De.Co. di Caldogno

La bussolà di Caldogno

Testo in fase di preparazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

Affresco del salone di Villa Caldogno di Giovanni Antonio Fasolo (1530-1572)

si riconoscono i bussolà (dolci tipici vicentini).

bussol

Leggi tutto

La trota di Cresole

Nominalmente il Bacchiglione nasce a Dueville dalla convergenza delle acque di una miriade di risorgive, poi s’ingrossa grazie al contributo del torrente Timonchio, che scende dalla Val Leogra, e quando scorre presso Cresole, tagliando lo spigolo sud-est del territorio di Caldogno, può già chiamarsi fiume. Qui, tra tanti piccoli affluenti, scorre la roggia Menegatta, tracciata nel 1656 dal conte Vittorio Porto per introdurre la coltivazione del riso nella zona.

Ampliata nel tempo, fu dotata di pozzi artesiani in alveo per aumentare la portata e alimentare un mulino. Questo, fino alla prima metà del Novecento, quando la coltivazione del cereale perse convenienza e le risaie vennero progressivamente abbandonate. Fu nel primo dopoguerra, facendo tesoro della ricchezza d’acqua e delle esperienze dello scienziato vicentino Luigi Meschinelli, pioniere della troticoltura, anche a Cresole si pensò di scavare alcune peschiere da...

Leggi tutto

Ultime Notizie