Altissimo
Altissimo è comune dell’alta valle del Chiampo, la più occidentale della provincia, al confine con Verona, per molti aspetti quella che ha conservato meglio la sua fisionomia agropastorale, tanto da rientrare nel perimetro del Parco Regionale della Lessinia. Il capoluogo si trova a 672 metri di quota, a mezza costa sulla sinistra idrografica del Chiampo, collegata al fondovalle dalla strada della Campanella, sullo sfondo della Cima di Marana (m 1552).

Da Vicenza si sale al Santuario della Madonna di Monte Berico e quindi si prosegue lungo la Dorsale di Colli Berici, la strada provinciale che li attraversa secondo lo spartiacque principale. Arcugnano, a soli sei chilometri dalla città, si pone dunque come una delle porte d’accesso all’ameno distretto collinare che la incornicia a mezzogiorno, noto fin dall’antichità per la ricchezza delle sue produzioni, a partire dai vini.
Simbolo di Arzignano è la Rocca scaligera che sorveglia l’imbocco della valle del Chiampo, la più occidentale della provincia di Vicenza e Verona. Il maniero si staglia compatto fra mura e torri di scuro basalto, la stessa pietra vulcanica della rupe su cui sorge; nel Seicento fu trasformato in residenza dei vicari della Serenissima. La attornia il borgo fortificato, che ogni anno fa da sfondo a una rievocazione storica dell’assedio che la città subì da parte
Asigliano Veneto è uno dei comuni della Bassa vicentina, posizionato quasi sul confine provinciale a mo’ di punto medio tra Noventa Vicentina e Cologna Veneta; un paese di 950 abitanti, sullo sfondo di una campagna di eccezionale vocazione agricola per la composizione del terreno, fertile e leggero, e l'abbondanza di acque, che sono quelle del Ronego, affluente del Guà.
Mille anni di storia per una delle più belle città della provincia italiana: se ne legge il passato nella leggiadra piazza della Libertà, nelle chiese e nei palazzi, nel ponte palladiano sul Brenta, nelle ville che impreziosiscono i dintorni, nelle vetrine della ceramica d’arte al museo di Palazzo Sturm come nelle vie cittadine. Dai suoi bastioni il colpo d’occhio sulla valle del Brenta è ancor oggi pittoresco e conferma le parole dei viaggiatori del passato.
Il territorio comunale è letteralmente diviso in due dal corso del Tesina, che nasce poco distante, in territorio di Sandrigo, ed è già un fiume bell’e fatto quando sfiora Bolzano Vicentino. Questo apparente miracolo si deve alla straordinaria ricchezza delle risorgive che punteggiano questa fascia di pianura, riportando alla luce le acque meteoriche penetrate nel sottosuolo ghiaioso al piede delle montagne.
La terra veneta è segnata come nessun'altra in Italia dalla presenza di ville signorili le quali, assieme alle chiese, costituiscono i tratti essenziali di numerosi centri. Breganze ne è un esempio evidente: da qualsiasi parte la si raggiunga viene preannunciata dalle folte macchie dei parchi che circondano le ville padronali poggiate su bellissimi colli, tra i quali si staglia e svetta l'elegante sagoma del campanile.
Bressanvido stende il suo territorio a nord-est di Vicenza, nella pianura punteggiata dalle risorgive che danno origine al fiume Tergola. Per raggiungere il paese dal capoluogo ci si stacca dalla Postumia imboccando la strada del Vicerè, che sale verso Bassano del Grappa legando il proprio nome alla vicenda di questo comune.
Il territorio del comune consiste in una stretta fascia che s’allunga dal corso del fiume Agno fino alla dorsale di spartiacque con la valle del Chiampo, disegnata dal monte Faldo (m 807) e dal monte Croce del Bosco (m 851). Il capoluogo si trova a fondovalle e ha nella chiesa romanica di S. Martino, oggi presso il cimitero, il monumento che rimanda alla sua fondazione altomedievale : è un edificio caratteristico per le massicce murature di pietra scura e il campanile inglobato in facciata, con tetto a capriate lignee e resti di affreschi giotteschi, che testimoniano del suo originario rango di pieve.
Caldogno è comune della prima fascia rurale a nord di Vicenza, con il capoluogo poco discosto dalla statale del Pasubio e due frazioni rurali, Crèsole e Rettorgole. Un tranquillo paese di campagna, se non fosse per la villa che Andrea Palladio costruì nel 1542 per Losco Caldogno, nobile vicentino affermatosi nel commercio della seta : un’opera giovanile, lineare, con vano centrale passante e ambienti laterali, la cui semplicità, viene però stemperata dalla decorazione ad affresco del 1570, per mano del Fasolo e dello Zelotti , con belle scene conviviali d’atmosfera rinascimentale. 
