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MALO. Deliberato il sigillo da applicare su dolci, liquori, piatti tipici

Il logo dei prodotti De.Co.

Il logo “De.Co.” maladense. 

Malo ha il suo logo De.Co. La giunta ha approvato il marchio proposto dalla competente commissione comunale presieduta da Franco Palazzo. Si tratta di un´immagine dello stemma del Comune fissato su un sigillo di ceralacca, un contrassegno che sarà impresso sui prodotti che, nei prossimi mesi, potranno fregiarsi della Denominazione Comunale. La stessa commissione è infatti al lavoro per verificare i requisiti di diverse eccellenze del territorio maladense, proposte nei mesi scorsi dai rispettivi produttori e ideatori. 
Sono sette i prodotti sui quali si sta concentrando l´attenzione dei componenti del gruppo di lavoro, anche con visite sui luoghi di preparazione: la ricetta del “risotto di quaglia", il dolce “Maladense", le stesse quaglie allevate in paese, l´amaro “Pietramala", il vino Durello “Amalo", la “Giardiniera di Morgan" e la sopressa. I requisiti fissati per l´assegnazione del marchio De.Co. sono legati al retroterra storico e culturale dei rispettivi prodotti, che troveranno adeguata promozione in occasione della seconda rassegna “MaloSapori", prevista per il 26 e 27 aprile, nel corso della quale sapranno farsi apprezzare da tutti i cittadini e dagli appassionati dei sapori della tradizione locale. Da Il Giornale di Vicenza 11/1/14

Fiera della mostarda. Per l'inaugurazione brindisi col durello

Il sindaco Cecchetto e le autorità presenti all´inaugurazione.

La fiera della mostarda vicentina con Durello apre i battenti con allegria. Il freddo pungente non ha raffreddato ieri mattina la prima giornata della manifestazione organizzata dalla Proloco in collaborazione con il Comune di Montecchio Maggiore e la Cantina Colli Vicentini.

Proprio nella tensostruttura riscaldata, approntata per l´occasione, si sono dati appuntamento i Montecchio d´Italia giunti appositamente dall´Emilia, da Terni e da Precalcino portando specialità della zona. All´ideale taglio del nastro erano presenti anche la senatrice, Erika Stefani, l´assessore regionale, Roberto Ciambetti, nonché assessori e consiglieri castellani.Oggi la fiera proseguirà con l´apertura degli stand e del mercatino alle 9.30; poi, aperitivo a base di Durello e mostarda e alle 12.30 “El desinar de la Domenega”, pranzo aperto a tutti a chilometro zero e a costo calmierato.

Alle 16, grazie alla Coldiretti di Vicenza, scatterà il 3° Concorso “Pianta e coltiva il melo cotogno”. Nell´occasione, verranno consegnate le piante agli alunni dalle scuole primarie cittadine.

Alle 17.30 torna il “Durello Spritz”, seguito alle 19 dall´apertura della cucina, dall´intrattenimento musicale e alle 22.30 dall´immancabile e festoso brindisi di commiato.A.F.

da Il Giornale di Vicenza domenica 01 dicembre 2013 PROVINCIA, pagina 29

Le DeCo vicentine uniscono l´Italia

MONTECCHIO M. Ieri in Villa Cordellina un convegno nazionale con una cinquantina di Comuni e l´esposizione di un´ottantina di alimenti tipici

I 55 prodotti a denominazione comunale volàno per il turismo Il Consorzio “Vicenza è” ora punta a portarli all´Expo 2015 di Milano


I prodotti vicentini a Denominazione comunale (DeCo) uniscono l´Italia. Erano presenti quasi cinquanta Comuni e un´ottantina di alimenti tipici, ieri in Villa Cordellina a Montecchio Maggiore, all´assemblea dei Comuni De.Co. di Vicenza organizzata dalla Provincia e dal Consorzio “Vicenza è” per gettare le basi per la costituzione di una “Federdeco” nazionale, un´unione cioè di prodotti tipici, non solo del Vicentino ma di tutte le regioni e delineare, al contempo, il percorso verso l´Expo 2015 di Milano. 
Una decina d´anni fa, le DeCo italiane erano appena poche centinaia, oggi sono circa 500, di cui 55 nel solo vicentino tra quelle già iscritte e quelle per le quali è stato istituito il registro ma i prodotti sono ancora in attesa di iscrizione. Poi ce ne sono cinque la cui approvazione è in itinere (capretto bianco di Gambellara; baccalà alla vicentina, grappa e formaggi di Montegalda; tortelli di Arzignano; suca baruca di Zovencedo; formaggio collina veneta di Tezze sul Brenta). Presente al dibattito, moderato da Antonio Di Lorenzo caporedattore de Il Giornale di Vicenza, anche Nino Sutera direttore dell´università Rurale Saperi&Sapori di Mensi, in Sicilia, che ha affermato che «le DeCo non si esauriscono in una semplice delibera comunale e sono così importanti per l´identità culturale del territorio che vorrei poter trasformare in una DeCo anche il castello della baronessa Carini, che conta 800 mila visite l´anno. Questi prodotti sono l´ideale strumento di promozione del territorio». Presente anche Domenico Maraglino di “DeCo Puglia”, che due anni fa ha riscoperto la clementina di Massafra (TA). Diego Meggiolaro, ex presidente di Coldiretti Vicenza, ha confermato che «la DeCo sta dentro l´anima come il respiro».
Interventi anche di Dino Secco presidente di “Vicenza è”, che all´Expo 2015 vuole che sia presente una DeCo per ogni comune della provincia, e di Mauro Santinato esperto di turismo: «Le DeCo sono un´ottima occasione per promuovere il territorio a livello turistico. Il turismo di oggi non si basa solo sulla globalizzazione, ma cerca soprattutto l´unicità dei prodotti». Dal biscotto Maraneo di Costabissara al riso Vialone nano e Carnaroli di Grumolo delle Abbadesse, dalla mostarda vicentina di Montecchio al broccolo fiolaro di Creazzo e dal Miele della Valdichiampo ai “Gobeti” di Zermeghedo, le DeCo oltre alla qualità e all´impegno delle Amministrazioni hanno in comune un fondamentale veicolo di promozione: le Pro loco. «L´aspetto principale delle DeCo - spiega Giorgio Rossi, presidente provinciale Unpli Vicenza - è che sono prodotti a denominazione comunale, non nazionale o europea, e si identificano come la fase conclusiva del processo di certificazione turistico-gastronomica di un territorio. Per questo le Pro loco, che ritengo debbano fare squadra con produttori, amministratori e ristoranti, sono il mezzo più idonei per sponsorizzare le DeCo. Per Roberto Astuni, presidente della Confraternita dei ristoratori DeCo Vicenza, «l´idea è raggruppare sotto un unico cappello i ristoranti, in tutto 30, che sostengono questi prodotti. Con questa giornata viene di nuovo sancito il nostro ruolo». L´incontro è stato anche l´occasione per presentare il gruppo “Amici delle DeCo”: «Con quest´iniziativa - afferma Vladimiro Riva, consigliere delegato di “Vicenza è” - vogliamo riunire in un unico gruppo non solo i rappresentanti comunali, ma anche amici, simpatizzanti e appassionati. All´Expo di Milano, accanto alle tecnologie più avanzate, proporremo i prodotti della tradizione per farli conoscere e, attraverso questi, incentivare il turismo». Infine, a salire sul tavolo dei relatori, l´assessore regionale Roberto Ciambetti in veste di portavoce del presidente Luca Zaia. 

Fonte: Il Giornale di  Vicenza 1/12/2013

Sesta Fiera della Mostarda col... Durello

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È uno dei prodotti tipici di Montecchio Maggiore e, assieme alla tegolina cornetta, sta ottenendo apprezzamenti sempre più importanti. Stiamo parlando della mostarda vicentina, che in compagnia del vino Durello, sarà la protagonista di un fine settimana allinsegna del gusto e delle tradizioni.
Il 30 novembre e il 1° dicembre una tensostruttura riscaldata accanto al Paladurello della Cantina Colli Vicentini, in viale Europa 109 a Montecchio Maggiore, ospiterà la sesta edizione della Fiera della mostarda vicentina col Durello, organizzata dalla Città di Montecchio Maggiore e dalla Pro Loco Alte Montecchio in collaborazione con la Cantina Colli Vicentini. Enogastronomia, spritz a base di durello, cene de.co., mercatini e spettacoli: questi gli ingredienti di una manifestazione che, sullonda delle precedenti edizioni, si preannuncia di successo e che celebra un prodotto tipicamente castellano, codificato proprio a Montecchio nel 1918.
La città di Montecchio Maggiore si dimostra ancora una volta attenta alle produzioni tipiche locali afferma il sindaco Milena Cecchetto -. Abbiamo appena ottenuto un grande successo con il lancio della tegolina cornetta De.Co. ed ora torniamo a celebrare la mostarda, anchessa accompagnata dal marchio della denominazione comunale. Un grazie a tutti i produttori, perché con il loro lavoro sanno cogliere limportanza di iniziative come questa, e alla Pro Loco per il suo impegno organizzativo.
Il programma della fiera è ricco e variegato commenta lassessore alle manifestazioni Leonardo Peotta e saprà soddisfare le diverse fasce di età. Non solo appuntamenti enogastronomici, ma anche iniziative di carattere educativo, come quelle che coinvolgono le scuole. La Fiera si pone inoltre l'obiettivo della valorizzazione del territorio inteso anche come tessuto economico e quest'anno è POP, grazie alla possibilità di degustare piatti a prezzi contenuti.
. Alle 20,30, presso la Locanda Botella di Montecchio Maggiore, si terrà la prima rassegna enogastronomica A cena con la mostarda vicentina col Durello. Sarà proposto un ricco e raffinato menù a cura dei cuochi della Confraternita dei Ristoratori De.Co. Vicentini. Per informazioni e prenotazioni: Pro Loco Alte Montecchio, tel. 0444 696546 fax 0444 1770175 email segreteria@prolocoaltemontecchio.it.
Sabato 30 novembre alle 9,30 apriranno gli stand e il mercatino. Alle 11 linaugurazione ufficiale con le autorità e la banda Pietro Ceccato. Seguiranno gli aperitivi col Durello Spritz e gli assaggini, mentre alle 12, allistituto Ceccato in Piazzale Collodi, avverrà la consegna delle piante di melo cotogno denominate Dolce e Ardente quale riconoscimento dello spot pubblicitario ideato lanno scorso dagli studenti dellistituto stesso. Alle 13 lapertura dello stand gastronomico, con i risotti di Isola della Scala e il gran lesso con la mostarda vicentina. Il programma prosegue alle 17,30 con gli spritz e gli assaggino con Durello e mostarda; alle 19 la riapertura dello stand gastronomico e a seguire intrattenimento musicale.
Domenica 1° dicembre la giornata inizia alle 9,30, con lapertura degli stand e del mercatino e attività ricreative a sorpresa. A partire dalle 10,30 aperitivi con le bollicine del Durello e del Durello Spritz e alle 12,30 El desinar de la Domenega, pranzo conviviale per famiglie e single a chilometro zero e a costo calmierato.
Alle 16, grazie alla sponsorizzazione di Col diretti Vicenza, scatterà il 3° Concorso Pianta e coltiva il melo cotogno, con la cerimonia di consegna delle piante di melo cotogno agli alunni segnalati dalle scuole primarie cittadine. La cerimonia prevede anche la proiezione delle foto delle piante già coltivate e la merenda con il panettone gigante della ditta Loison di Costabissara.
Alle 17,30 torna il Durello Spritz, seguito alle 19 dallapertura della cucina, dallintrattenimento musicale e alle 22,30 dal festoso brindisi di commiato con larrivederci alla settima edizione della fiera, già programmata per il 29 e 30 novembre 2014.
Durante la fiera si potrà degustare il gelato alla mostarda vicentina dellazienda Nuova Tradizione e sarà in funzione anche lo spaccio della Cantina Colli Vicentini.
Per informazioni e prenotazioni: Pro Loco Alte Montecchio Maggiore, tel. 0444 696546, fax 0444 1770175, email segreteria@prolocoaltemontecchio.it, www.fieramostardavicentina.it

Comunicato Stampa. Presentazione dell'assemblea provinciale del 30 novembre in Villa Cordellina

LeDe.Co. verso Expo 2015: FederDeCo e marketing territoriale.Confronto in Villa Cordellina sabato 30 novembre con le De.Co italiane

Appuntamento alle 9.30 con l'assemblea provinciale dei 55 Comuni che hanno deliberato la "denominazione comunale", a seguire alle 11.00 una tavola rotonda aperta al pubblico dal titolo"Le De.Co. verso Expo2015: FederDeCo e Marketing Territoriale",che vedrà il mondo delle De.Co vicentine confrontarsi con la realtà di De.Co Sicilia in vista dell'obiettivo di una "federazione nazionale delle Denominazioni Comunali".

"Le De.Co. sono un ottimo strumento per promuovere il proprio territorio- dichiarano i 5 rappresentanti del Tavolo Provinciale De.Co. -. Non sono strumenti rigidi come i marchi d'origine e il loro scopo non è quello di certificare alcunché, ma solo quello di aiutare a mantenere vive le tradizioni che hanno fatto la storia di un luogo". "I recenti scontri sull'utilità delle Denominazioni Comunali -segnalano i rappresentanti del Tavolo De.Co. - stanno ad indicare che non se ne è colto il senso profondo e il valore aggiunto dato dalle reti di Comuni e territori che si costituiscono intorno al progetto".

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Le Deco puntano all´Expo con la nuova Federazione

L´EVENTO. Ieri il Tavolo provinciale: sabato prossimo l´assemblea

 Una “federazione” delle Deco e un´associazione di “Amici” delle Denominazioni comunali. Sono le novità annunciate dal Tavolo provinciale Deco, che saranno discusse nell´assemblea che si svolgerà sabato a villa Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore, quando sarà anche ampliato il numero dei comuni rappresentati nel Tavolo. A presentare l´appuntamento sono stati ieri, tra gli altri, Roberto Astuni, presidente della Magnifica confraternita dei ristoratori Deco, Giorgio Rossi, presidente dell´Unione delle pro loco vicentine, Vladimiro Riva, consigliere delegato di Vicenzaè e i rappresentanti dei Comuni inseriti. Attualmente sono 55 i Comuni che hanno deliberato la Denominazione comunale e 30 i ristoratori che aderiscono alla Confraternita, con un´altra decina di richieste al vaglio. «In due anni e mezzo - sottolinea Davide Cadore, assessore di Sandrigo - abbiamo fatto moltissimo, ora l´obiettivo è essere di più per condividere meglio la crescita. Questo ci porta ad unirci ad altre realtà italiane, con l´obiettivo di costituire una “Federdeco” italiana, per partecipare all´Expo 2015. Vogliamo poi riunire nell´associazione “Amici delle Deco” coloro che credono in questo progetto». Sabato saranno presenti anche i rappresentanti delle Deco siciliane e pugliesi «le altre due Regioni che hanno valorizzato le Deco e che vogliono lanciare la Confraternita dei ristoratori», spiega Riva. Anche Rossi, del resto, ha sottolineato l´importanza dei ristoratori «per far sapere che i prodotti Deco non sono solo negli eventi». Sarà presentata sabato la Deco del miele della Vallata del Chiampo. M.E.B.

IL GIORNALE DI VICENZA 24/11/2013

Il pane del contadino

Il pan biscotto è un prodotto da forno tipicamente veneto, di lunga conservazione, secco e friabile, tradizionalmente cotto a legna in due fasi: la prima, per una parziale cottura, senza cioè che le pagnotte prendano colore e facciano crosta; la seconda, a temperatura minore e prolungata fino a 40 ore per ottenere una disidratazione pressoché completa che all’incirca ne dimezza il peso. In passato questo trattamento era finalizzato a ottenere un pane serbevole da imbarcare sulle navi di gran cabotaggio della Repubblica di Venezia, che già nel 1280 istituì un’apposita magistratura per sovrintendere alla produzione di una derrata così fondamentale. La stessa esigenza, anche se in misura minore, si aveva nelle contrade di campagna, al tempo in cui il pane si faceva nel forno comunitario ogni quindici giorni per sfruttare al meglio la gran quantità di legna richiesta dalla sua accensione. Riposto all’asciutto – ogni casa aveva una madia proprio allo scopo – il pan biscotto poteva conservarsi tal quale per mesi. Così era sempre disponibile: per uno spuntino sui campi, con il formaggio o la sopressa; per intingerlo nel latte o nel vino; per far zuppa nel brodo; lo si mangiava perfino con l’anguria. E poi nella più semplice delle minestre, la ‘panà’, ammollato nell’acqua o nel brodo e cotto indefinitamente su un angolo della cucina economica, con un giro d’olio quand’era già nella scodella. Prodotto da forno ubiquitario, conta una certa varietà di forme, dalla ‘ciopa’ alla ‘coppia ferrarese, e anche differenti scuole di pensiero per quel che riguarda la consistenza, con frattura croccante o friabile, omogeneo o a scaglie. Quanto a Costabissara, il pan biscotto si distingue grazie ad alcuni forni artigianali che mantengono viva la tradizione degli zoccoletti biscottati, che hanno forma a mattoncino e peso variabile tra i 30-40 grammi: un pane biscottato che suscita immediata simpatia per il formato, – “tutte le cose piccole son belle”, recità un motto di saggezza orientale, – ma ricercato soprattutto per la sua consistenza, finissima, simile a quella di una spumiglia, sotto una crosta molto sottile.

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